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Se qualcuno considera questa roba una testata giornalistica è meglio che si faccia visitare. Comunque Gianluca Neri è bruttissimo
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....(Cotton Mather, chi era costui?)........
E' che io sono un sempliciotto. Da noi si dice taglià giù col fulciot.
E ai sempliciotti, a volte, sfuggono le raffinate sfumature con le quali si argomentano le dotte disquisizioni ascoltate in Tv.
Per questo non mi stupisco di non aver assolutamente capito una mazza di quanto sostenevano ieri sera a Matrix. O meglio, di non aver capito una mazza delle argomentazioni portate a sfavore dell'uso della pillola Ru486.
Da quel poco che il limitato numero di neuroni presenti in mezzo alle mie orecchie è riuscito a decodificare, mi sembra di ricordare che Monsignor Vattelapesca sostenesse che la Pillola in questione è da osteggiare fondamentalmente per due motivi:
- qualora se ne introducesse l'uso, l'Italia si trasformebbe in un'orgia satanica di copulatori senza freni, pronti a dare sfogo alle loro più bieche pulsazioni ovunque ed in qualsiasi momento, confortati dal fatto che la pillola maledetta potrebbe comunque metterli al riparo da conseguenze indesiderate della loro famelica attività sessuale.
- qualora se ne introducesse l'uso, le donne perderebbero coscienza del gesto che vanno a compiere: solo la violazione del loro corpo le rende consapevoli della loro colpa e dello loro status di peccatrici. Senza dolore le donne abortirebbero tutti i giorni, anzi dalla mattina alla sera, con il serio rischio di estinzione della specie umana!
E bravo Monsignore! Pensi che io, da sempliciotto quale sono, pensavo che una tecnica che rendesse meno traumatico, meno invasivo e meno doloroso l'aborto non fosse poi così diabolica. In fondo, posto che l'aborto è (fino a quando?) previsto dalle nostre leggi, perchè rifiutare gli sviluppi della scienza in questo campo?
Ma ora, forse, capisco. Anzi, voglio andare oltre. Voglio dare il mio contributo alla moralizzazione dei costumi. Voglio difendere i valori. Voglio telefonare a Letta (ma questo, pare, è stato già fatto). E allora pensavo:
-ma perchè, al momento del ricovero, non diamo anche dieci belle scudisciate alla peccatrice?
-anestesia? meglio un bel rosario in mano.
....(a proposito, Monsignore, lo sa che posso trasformarmi in un gatto??).....
Diego Conte, Gianni Sperti, Jonis Bashir e Franklyn Santana.
Ah si, certo... come no! Ecco magari adesso non mi sovviene..... ehm, sicuramente... si, ora ricordo... forse, mi pare......
MA CHI DOVREBBERO ESSERE QUESTI QUATTRO SCAPPATI DI CASA??
E chi l'avrebbe detto?
La cara, vecchia Kate, modello di modella, tutta casa e johnny deep, è stata fotografata mentre sniffa allegramente qualche riga di polvere bianca: da non crederci.
Mentana, Vespa e Costanzo, a reti, vallette e criminologi unificati, s'interrogano sbigottiti sull'inquietante vicenda. Vissani prepara gli spaghetti, D'Alema li mangia.
L'avvocato Taormina esulta: "un'altra schiacciante prova a favore dell'innocenza della Franzoni".
Bossi ammonisce: "prima la devoluscion, poi la coca". Calderoli annuisce ma poi chiede "cazzo è la devolution?".
La medium del lago si offre per ritrovare la carta di credito utilizzata da Kate quella sera. "E' nel lago di Loch Ness" sentenzia sicura.
Fazio autorizza Fiorani a lanciare un'opa sulla coca rimanente. Tremonti gli sputa e gli mette lo zucchero nella miscela del motorino.
Fiorello e Califano preferiscono il silenzio, Jerry Calà scuote la testa, "ancora non posso crederci, sembrava così una brava ragazza".
Unico solidale, l'attore (?) Calissano: in onore della modella, organizza una raccolta fondi notturna a casa sua (una specie di Telethon, ma senza Maria Teresa Ruta).
(Da tre gioni non si hanno più notizie di Micciché)
Va bene, d'accordo, è facile sparare sui quei poveri ragazzi che zampettano da Palazzo Chigi al Quirinale, da Montecitorio a Palazzo Madama, da Palazzo Koch a....ehm, no, da Palazzo Koch proprio non si muovono.
Hanno un sacco di problemi da risolvere, loro. Avete mai provato a scrivere una finanziaria? No? Ecco! Non è mica facile sapete? Soprattutto quando non c'è più un euro da grattare dai muri.
Ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio ad inventarsi la vendita delle spiagge (bagnanti compresi?) e andare a sostenere una simile baggianata davanti ai tuoi colleghi europei: quelli ancora si tengono la pancia dalle risate.
E allora tutta la mia comprensione va a questi ragazzi così impegnati a timonare la barca Italia, (gozzo? monopattino? materassino?) da non accorgersi che, agli occhi di noi poveri esponenti del popolo bue (inteso come segno zodiacale cinese), alcune loro decisioni appaiono un tantinello incomprensibili....
Ma nel 1991 non si fece un gran casino per abolire il proprorzionale e per dare al paese una nuova legge elettorale più moderna?
Ma il Fini non era quello che piuttosto che tenersi il nano di Sondrio al governo era pronto ad andare a cena con Alemanno?
Ma il nano di Arcore non era quello che accettò di sacrificare il nano di Sondrio (e la solidarietà tra nani?) per non costringere il Fini al fiero pasto?
Ma il Siniscalco, appena imbarcato sulla Silvio II, non era quello che non perdeva occasione per dimostrare sintonia con il marito dell'amante di Fiorani?
Ma il nano di Arcore non era quello che piuttosto che parlar male del marito dell'amante di Fiorani era pronto a sacrificare il Siniscalco come chiedevano i druidi celti (quelli che si pitturano la faccia di verde e non hanno ancora capito che l'acqua al mare ce la porta il fiume, senza che debbano farlo loro).
Si?
quindi è assolutamente logico che, mentre il parlamento è impegnato a discutere la nuova legge elettorale proporzionale, il siniscalco si sia dimesso, il nano di arcore sfiduci il marito dell'amante di Fiorani e il nano di sondrio sia il nuovo ministro dell'economia con l'avallo del fini....
o no?
(...se fossi di Roma mi verrebbe da pensare che ce stanno a pija per culo.....)
..... no, non voglio raccontarvi una mia tipica serata davanti al televisore con l'amata scura in mano; questo è l'ennesimo post generazionale, e come tutti i post generazionali nasce dopo una serata in cui uno ha bevuto troppo.
Oggi, causa sensazione tipo vetro tritato negli occhi, ho trascorso la mattinata "impegnato" in un'attività particolare ma produttiva. Stavo cercando il modo di entrare nel Guinness dei Primati. Si legge di record talmente cretini che ti viene naturale pensare ad un posticino in quel librone.
Prima avevo pensato di sfidare il giovane Kevin Cole facendomi uscire chilometri di spaghetti dal naso, ma, causa perenne sinusite, ho dovuto subito rinunciare.
Anche battere il record di "guerra lampo" non sarebbe stato male. Credo di poter far meglio dell'esercito di sua maestà, che ci mise ben 45 minuti a sconfiggere il potente zanzibar. Potrei sparare un raudo in una caserma svizzera e poi arrendermi. Ma c'è il rischio che questi mi nuclearizzino prima che riesca ad alzare bandiera bianca.
Alla fine mi ha soccorso la mia memoria elefantiaca: credo di poter concorrere per il titolo di "più giovane fan di Orzowei" ("Youngest Orzowei's Fan")
Prima di scrivere alla redazione della prestigiosa pubblicazione però, vorrei avere delle conferme: qualcuno di voi, con meno di 32 primavere sulle spalle, si ricorda con precisione la storia di questo eroe di altri tempi?
Carlo Conti intervista le aspiranti Miss Italia:
- qual è la tua canzone preferita?
- We are the champions dei queen
- Vuoi accennarla?
- we are THE WORLD, we are THE CHILDREN.......
(altra aspirante miss)
Qual è la tua canzone preferita?
Ho messo via di .....VASCO ROSSI!
(Ma cos'è? Bevono?)
Innanzitutto sgombro il campo dai possibili equivoci che il titolo potrebbe generare: questo post non vuole mettere a confronto compositori tedeschi con cartoni animati americani.
No, questo è un post molto generazionale e, come ogni post generazionale, parla di sederi femminili.
La generazione, naturalmente, è la mia. Quella di chi è "cresciuto" con la mitica Daisy di "the dukes of Hazzard", il telefilm in cui due bellocci giravano per il profondo sud su una macchina arancione con dipinta la bandiera sudista sul tetto (assolutamente politically scorrect).
In effetti delle bravate dei due con gli occhi da pesce lesso non fregava davvero nulla a nessuno. Ciò che contribuì in modo decisivo a trasformare un telefilm che non valeva "i cinque del quinto piano" in una serie di culto era il sedere di Catherine Bach inguainato in un paio di short in jeans assolutamente da urlo.
Adesso esce anche in Italia il film, e il ruolo della nostra beneamata è stato affidato a Jessica Simpson.
Tralasciando il fatto che è divenuta famosa grazie ad un reality, che canta più o meno come me, che recita peggio di me, che non si ricorda una sua affermazione intelligente (ma se ne ricordano parecchie agghiaccianti), mi sembra che la ragazza abbia tutto ciò che serve per un ruolo tanto delicato.
Riuscirà la talentuosa a risvegliare nei giovani d'oggi le stesse compulsioni onanistiche che fecero di Catherine il mito di una generazione?
(difficile....)
Ieri sera ho noleggiato "Hitch"; si, lo so, sono sempre in ritardo sui film, ma la mia pigrizia cronica mi impredisce di affrontare le tristi sale dei cinema della mia città (sicuramente progettate da un sadico) o trasferte estenuanti verso megacomplessi con poltrone autoavvolgentimassaggianti.
Il film è carino e scorre piacevole, ma di una banalità e di una scontatezza quasi irritante (l'unico colpo di scena è quando will smith si gonfia come una zampogna). Eppure il film fa pensare; sono andato a letto con un dubbio che continuava a ronzarmi in testa:
MA QUANTI MARTINI RIESCONO A BERE A NEW YORK??
No, perchè a vedere il film, sembra che tutti, usciti da 12 ore di massacrante lavoro, non vedano l'ora di trangugiare un paio o tre di quei cocktail "poco" alcoolici (per chi non è pratico, il martini, o gin martini, o dry martini, o martini cocktail, o come diavolo lo volete chiamare, è fatto da vermouth dry, il martini appunto, e gin, in proprorzioni variabili ma sempre con una netta predominanza di gin).
E dopo una simile botta di alcool sembra che le conversazioni decollino come per magia. Sembra che le parola scorra fluida e veloce e che il cervello elabori pensieri profondi e battute simpatiche alla velocità del suono....
....beh...... NON E' VERO!
bevete tre martini e poi provate ad attaccare un discorso qualsiasi con una ragazza. Non dico di parlare della deforestazione dell'amazzonia o del programma dell'Ulivo, no, va bene anche un argomento facile come la vostra ultima auto. Provateci.
Dopo tre martini il cervello, alle vostre sollecitazioni, reagirà spernacchiandovi. Biascicherete come dei trogloditi concetti intelligenti tipo "sciao, bella, mi presciento, io sciono il tuo prossccimo fidnaz, ehm fidanzato... ". Le possibilità di fare colpo sono più o meno le stesse che Magalli ha di portare a letto la Seredova.
(e poi cosa cavolo è un Martini alla Mela???)
... ovvero il "briatoro": l'evoluzione naturale del fighetto.
Il fighetto nasce a 14 anni, vive i suoi anni di gloria tra i 18 e i 22 ,e all'alba del suo 25 compleanno si trasforma in "Homo Flavius" (volg."briatoro").
Solitamente la trasformazione è ravvisabile da alcuni piccoli stavolgimenti delle abitudini quali il cambiamento del mezzo di locomozione (tipicamente il passaggio dalla mini cooper al porsche cayenne).
Io nutro la più profonda ammirazione per quel capolavoro della natura che è il briatoro; contrariamente a quanto si potrebbe credere, il Briatoro vive di poco. L'evoluzione della specie ha fatto sì che siano sopravvissuti solo gli esemplari capaci di interagire il meno possibile con l'ambiente esterno.
Per sopravvivere, questo curioso animale necessità esclusivamente di un Suv, di una camicia bianca, di un rolex e di un locale notturno. E' logico, pertanto, che la Brianza, regione nella quale tali elementi si trovano in abbondanza, sia divenuta il suo habitat naturale.
Il Briatoro è migratorio: in agosto e in dicembre si sposta verso alcune oasi incontaminate dove può trovare in abbondanza ciò che gli serve (concessionari, discoteche, negozi di lusso etc..)
Oggi i Briatori si sono diffusi così velocemente che c'è chi propone di permetterne la caccia in alcune riserve dove sono in evidente sovrannumero (ad esempio in Costa Smeralda). In particolare si pensa di abbattere i capi con i Suv più datati, magari turbodiesel, o quelli con i telefonini meno costosi.
Siamo onesti: dei racconti delle vacanze degli altri non ce ne può fregare di meno. Sono di un noia mortale.
Gli aneddoti sono praticamente tutti uguali; le variazioni sul tema sono così infinitesimali da rendere assolutamente superfluo l'ascolto. Formentera, Ibiza, Mykons, Rimini, la Sardegna, ma anche gli Stati Uniti, l'Egitto e, perchè no, anche la Cina: tutti vogliamo raccontare qualcosa, nessuno ci vuole ascoltare. Allora si scende a compromessi: tu fai finta di ascoltarmi dieci minuti e poi io farò lo stesso con te.
Per fortuna l'ascolto non necessita un'attenzione particolare, bisogna solo capire quale dei tre temi principali il nostro entusiasta amico intende svolgere: "Ho conosciuto un tipo/una tipa troooppo fuori di testa", oppure "c'era un bar/club/disco che era troooppo una figata" o, per i viaggiatori convinti, "ho visto paesaggi/villaggi/città troooppo incredibili".
Una volta capito dove vuole andare a parare basta annuire con la testa (lo sguardo intelligente è assolutamete suprfluo) e buttare lì una domanda inutile, stupida e preconfezionata ad hoc: "ma dai, e di dov'era?" nel primo caso, "ma dai, cosa bevevate/mangiavate/ballavate?" nel secondo caso, oppura ancora, "ma dai, e com'erano? nell'ultimo caso. Stop. Non avventuratevi oltre prima che l'entusiasta si senta in dovere di raccontarvi anche i disturbi intestinali di cui ha sofferto dopo aver mangiato quei frutti di mare "troppo buoni".
Mai chiedere "hai fatto delle foto?". Si rischia un invito a cena con annessa proiezione delle diapositive delle vacanze e "già che ci siamo" anche del filmino del matrimonio di due anni prima a cui fino ad oggi eravate miracolosamente scampati.
Io sono per il dialogo minimo:
-ciao com'è andata?
-Troooppo!
-Ma dai?
Chi è interessato a farsi un'idea di un paese che, molto probabilmente, è destinato a dominare la scena mondiale nel prossimo secolo, può leggersi questo libro. Molte delle sensazioni suscitate dalla sua lettura le ho poi vissute in prima persona durante il mio viaggio, quasi in una sorta di dejavù.
Ho ancora addosso la sensazione di onnipotenza che sembra muovere i cinesi: la differenza con altri paesi del sudest asiatico è stridente. Qui sembra che tutti abbiano qualcosa da fare, sembra che tutti corrano verso una metà, sembra che tutti credano fermamente in un futuro migliore dal punto di vista economico, da guadagnarsi con il sudore e la propria intraprendenza.
La ricchezza è ostentata, dichiarata, evidente. Al casinò i cinesi giocano cifre folli. A Shanghai non si contano Rolls e Ferrari.
La povertà è nascosta, ignorata, ma è mostruosa. Nelle campagne la sensazione che si possa ancora morire di fame è evidente. I contadini disperati migrano verso le città in cerca di impieghi saltuari a condizioni di vita subumane. Ma per loro è l'unica strada verso quel miraggio economico che il supercapitalismo promosso dal partito ha concesso in cambio del potere.
La cina concentra in sè tutte le contraddizioni del mondo moderno. In cina convivono fianco a fianco il primo mondo fatto di supertecnologie, know how, produzioni di massa, grattacieli e auto di lusso e il terzo mondo fatto di fame, di carestie, di inondanzioni, capanne di fango e sterco e carretti trainati da buoi magri come chiodi.
In linea di massima questo è ciò che uno vede in Cina.
Ok ok, sarò un pochettino stupido ma questo libro mi ha fatto ridere come pochi...
è divertente, ben scritto e alcune descrizioni sono geniali (da non perdere quella del film porno lucy lesbo contro wonder woman)
Alla faccia del lungagnone tutto naso che lavora in libreria, il quale, ai miei commenti entusiastici, ha replicato alzando un sopracciglio altezzoso e liquidandomi con un "carino, certo non ha un gran messaggio" lo consiglio a tutti.... non ve ne pentirete.
A Pontida, patria dell'Umberto Padano, scritta sul muro: terun gò home. Con l'accento.
Ma non si era detto che questi sono celti? e allora se proprio schifano l'italiano che scrivano in gaelico.
Al mare, il vicino d'ombrellone: io c'ho l'ufficio nella city di brescia.
Ma dai? pensa che io vivo nel quartiere latino di lentate sul seveso.
In aereo, signora ingioiellata: certo che la sardegna è proprio un isola!
(qui mi arrendo)
Insomma tre giorni di mare mi hanno già messo nostalgia dei miei viaggi: ma si ripartirà, presto spero.