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Se qualcuno considera questa roba una testata giornalistica è meglio che si faccia visitare. Comunque Gianluca Neri è bruttissimo
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Cosa vi hanno regalato a Natale?
Non per farmi i fatti vostri, ma solo per sapere se siete tra i fortunati destinatari dei curiosi oggetti che ho visto acquistare il 24 pomeriggio durante il mio classico “giro dell’ultimo minuto”.
No, perché mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il poveretto che si è visto recapitare in casa un totem in legno balinese alto 2 mt, che per farlo uscire dal negozio “etnico” hanno dovuto evacuare tutti i clienti e abbattere un muro.
E chissà che faccia ha fatto il destinatario del pupazzetto con il pisello (eretto e sovradimensionato) che si illumina di rosso.
Forse chi ha ricevuto tre preservativi fosforescenti con gli occhietti da fantasmino tipo Casper avrebbe preferito le mutande rosse con la scritta “born to fuck”; peccato che l’ultimo paio è stato acquistato da una signora quarantenne con i capelli color enzopaoloturchi.
In libreria non sono riuscito ad entrare: ci voleva una raccomandazione papale per superare il muro di folla impazzita disposta ad uccidere un parente pur di acquistare una copia dell’ultima fatica del prode Dan Brown (qui la trama).
Del megastore dell’elettronica nemmeno voglio parlare: durante la svendita degli Ipod Mini si sono registrati episodi di sciacallaggio che neanche a New Orleans.
(…regali intelligenti?)
Buon natale a tutti tranne a....
no vabbeh, lasciamo perdere, a natale siamo tutti più buoni!
a Capodanno però.......
(Nel frattempo vi lascio con una segnalazione:i fumetti di Mulholland Dave. Probabilmente non sono tutto a posto, ma la serie "Dio" mi fa troppo ridere)
Fate i bravi, se potete......
Bruno Vespa: "Il delitto di Cogne stupisce perché non si tratta del solito caso di omicidio maturato nell’ambito familiare, chennesò, di una madre che in un momento di raptus uccide il figlio. Stupisce perché è un qualcosa maturato in una famiglia normale, in un ambito di normalità".
Potrebbe allora Vespa fare la cortesia di spiegarci cosa ci trova di normale in una vicenda giudiziaria nella quale le udienze si tengono a “porta a porta”, l’avvocato della difesa è un mitomane che nel passato si è dato fuoco alla casa, le perizie psichiatriche sono vagliate in diretta da psicologi con l’aria da playboy e il marito dell’imputata distribuisce alla stampa video nei quali zampetta per le montagne vestito come un guardiacaccia svizzero.
No, così per sapere….
(Ansa) Il mondo politico accoglie con sollievo le dimissioni di Fazio.
“Un gesto consapevole”, commenta il Presidente Berlusconi, “tra l’altro io ho sempre sospettato che fosse comunista”.
“A me le sue imitazioni non sono mai piaciute”, gli fa eco Fini.
“Molto meglio la Ventura", afferma Alemanno; “tu sei scemo”, gli risponde Gasparri.
“Dopo Sanremo non era più lui”, sottolinea Romano Prodi.
“Io lo guardavo, ma solo perchè c’era Ilary Blasi”, ammette Mastella, il quale al suo posto vedrebbe bene Marisa Lauirito.
“Fazio? Non è di sinistra”, dichiara convinto Bertinotti il quale non manca di ricordare la sua preferenza per la Dandini, “che pure è abbastanza gnocca”.
Diversi i toni ma uguale sollievo, dunque, alla notizia da tanto attesa.
Adesso ci si aspetta un passo indietro anche da Pippo Baudo e Topo Gigio, mentre per la successione si fanno i nomi di Cucuzza, di Frizzi o del Mago Zurlì.
(musica festosa… parapaponzi ponzi ponzi, parapaponzi ponzi ponzi…)
La giuria al gran completo è lieta di annunciare che il vincitore della prima edizione del premio “Coraggio da Vendere” è stato assegnato, all’unanimità, alla signora che tentò di violentare il Ministro Castelli.
Di seguito si da lettura della motivazione:
“poiché provare una qualsiasi forma di empatia verso siffatto uomo appare incomprensibile a mente umana, la giuria, profondamente colpita, evidenzia lo straordinario coraggio mostrato dalla premiata nel voler affermare comunque ed a qualsiasi costo la propria identità sessuale, anche a fronte delle obiettive deficienze dell’oggetto delle di lei attenzioni” (leggasi: “ma con tutti quelli che ci sono in giro proprio quello doveva scegliere?”).
(musica festosa… parapaponzi ponzi ponzi, parapaponzi ponzi ponzi…)
(da Akille.net)
Vuole diventare una Blogstar. E di sicuro ce la farà, ammesso che il termine Blogstar abbia ancora un significato.
La formula è semplice: voi commentate, io mi spoglio.
Tralasciando il fatto che nutro seri dubbi sulla coincidenza tra bloggher e modella, la stessa è stata comunque protagonista del Calendario 2006 di Clarence (si, quello del Neri).
Per chi si sia perso le sue foto più osè, ora scomparse, vi posso dire che quanto vedete per ora sul blog risale ad un’epoca sicuramente anteriore ad un'overdose di nutella.
Si insomma, la ragazza è leggermente ingrassata.
(..lo faccio così, per spirito di servizio, casomai voleste evitare di sprecare un commento….)
Questa volta se la cavano perchè siamo a Natale.
E siccome a Natale siamo tutti più buoni, io mi asterrò dal mandare affanculo il Moige e le sue elucubrazioni sul sesso, sulla sessualità e sull'omosessualità.
Perchè ognuno è libero di pensarla come meglio crede, ma considerare l'omosessualità una turba psichica (da cui si può guarire) solo perchè (ahiloro) nessuno è riuscito a dimostrare che trattasi di alterazione genetica od ormonale mi sembra un tantino medioevale (leggere per credere)
E poi, detto francamente, quando si scrive che la fiction su San Pietro è molto meglio di Desperate Housewife, io ci andrei piano con il dare del turbato a chicchessia.
(...buon natale anche a voi, comunque)
Tanto per essere chiari, no, non avevo fumato.
Stavo bene, in ufficio era stata una giornata tranquilla (una delle poche) e avevo pure trovato il tempo di andare in palestra.
A cena avevo mangiato verdura, volevo stare leggero (no, niente peperoni), poi avevo visto un film stupido ma piacevole (e non mi riferisco a Boldi e De Sica!) e mi preparavo ad andare a dormire.
Era una di quelle serate in cui hai voglia solo di infilarti sotto il piumone e prendere il libro che stai leggendo (questo, giusto perchè tra i bloggers è di gran moda e mica puoi fare la figura di quello che non l'ha letto). Magari dai anche un occhiata ai programmi di seconda serata, quelli intelligenti (??). E poi il senso della vita di Bonolis è soporifero, molto meglio di una camomilla.
La classica serata serena (si noti l'allitterazione, amesso che si dica così e che lo sia davvero), in cui magari capita anche di addormetarti senza pensare ai casini sul lavoro o alla tua consolidata condizione di single (che i miei amici sintetizzano in "senza uno straccio di una figa").
Tutto tranquillo.
E invece, senza accorgemene, inavvertitamente, devo aver schiacciato quel pulsante rotondo con sopra scritto 1 sul mio telecomando. Non volevo ma l'ho fatto.
In quel momento, sul 14 pollici della mia camera da letto, sono apparsi, GIURO NON STO SCHERZANDO, la famiglia Mastella e Alessandra Mussolini che si sfidavano nella preparazione di un cenone natalizio, con tanto di grambiuli e cappelli da cuoco.
(...peggio di The Ring.... me la sono fatta addosso......)
.. nel senso che, a ben guardare, i confini della municipalità romagnola a stento potrebbero contenere l’ingombrante giornalista.
Giuliano Ferrara deve la sua passione politica al sessantotto. Nel senso che il sessantotto è il primo carro abbastanza robusto sul quale è riuscito ad imbarcarsi.
Nel 68 i ragazzi avevano un sacco ideali, e ciò era bello; in più con la politica si scopava parecchio, e ciò era ancora meglio.
Appurato, però, che con la politica di piazza si mangiava poco e, nel suo caso, si scopava ancor meno, negli anni ’70 il nostro eroe s’imbarcò sulla corazzata del Partito Comunista. Erano tempi in cui essere comunista in Italia era come avere l’Audi adesso. Dava sicurezze.
Sembrava dunque compiuto il cammino politico del massiccio giornalista, ed, invece, all’orizzonte, si profilava la prima di una serie di svolte coraggiose e controcorrente.
Scoperto quanto mangiavano quelli del Psi, negli anni ’80 il prode Giuliano non esitò a spernacchiare i suoi mentori (palesemente troppo magri, vedi Berlinguer) e accorse prontamente alla corte di Re Bettino; anch’egli voleva un pranzo abbondante, possibilmente a ufo. Erano anni in cui essere socialisti era come avere l’Audi e il mutuo a tasso fisso adesso. Almeno sapevi quanto ti costava.
Purtroppo (per lui) quella banda di anoressici del pool di Milano fece piazza pulita della tavola imbandita dal pentapartito, e Giuliano si ritrovò, d’improvviso, senza casa.
Lo raccolse un viandante sulla via di Arcore, se lo porto a casa e lo sfamò. Era un signore molto abbiente. Il signore in questione, tra l’altro, era anche un tele-amatore (una specie di radioamatore ma con più mezzi) e, convinto dalla presenza scenica del buon Giuliano, decise di affidargli degli spazi in cui potesse dimostrare le sue indubbie qualità giornalistiche.
Dopo 20 minuti di trasmissioni intelligenti, Ferrara diventò di colpo famosissimo per essere riuscito a far picchiare in Tv Sgarbi e D’Agostino. Un’impresa!
Il successo però diede un po’ alla testa al buon Giuliano; quando cominciò a dare lezioni di sesso in diretta (una rivincita del ’68?) con quel cesso di sua moglie, il tele-amatore decise che era tempo di farlo ministro. Erano tempi in cui essere di Forza Italia era come avere l’Audi, il mutuo a tasso fisso e il cellulare con le suonerie polifoniche adesso. Ti sentivi giovane dentro.
Conclusa la gloriosa avventura governativa, Giuliano pensò bene di aprire un giornale, ma gli venne di sole 4 pagine perché le altre se le mangiava regolarmente a colazione. Logico fu chiamarlo “il Foglio”.
Divenuto il beniamino dei Neo-Con nostrani, il buon Giuliano prosegui deciso la sua maturazione politica e sposò con convinzione le tesi moderate e buoniste di una ex giornalista famosa.
Tra un po’ di orgoglio e parecchia rabbia siamo così arrivati ai giorni nostri; Ferrara si è ormai trasformato in un papa boy oversize.
Ateo si erge a difensore della morale cattolica (per tanto così potrebbe fare anche la pubblicità della Weight Watchers); pensa come Buttiglione, parla come Pera ma soprattutto si veste come papa Ratzinger. I suoi strali si abbattono regolarmente contro i preservativi, l’aborto, le scarpe con la punta quadra, i power rangers, il kebab, e, soprattutto, il povero Gad Lerner. Certo son tempi in cui essere cattolico di maniera significa avere l’Audi, il mutuo a tasso fisso, il cellulare con le suonerie polifoniche e la pashmina al collo. Il cerchio si chiude.
(...sempre controcorrente eh?....)