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Se qualcuno considera questa roba una testata giornalistica è meglio che si faccia visitare. Comunque Gianluca Neri è bruttissimo
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(1985 – 1995)
Il Papa è in viaggio.
Tramontano i valori, si afferma una visione edonistica della vita sconosciuta nel decennio precedente.
Giovani rampanti vedono nella borsa la scorciatoia per i soldi facili, li chiamano Yuppies. Sul grande schermo li interpretano Boldi e Greggio; la critica, perplessa, sembra non gradire: “forse sono anche privi di ideali ma, di sicuro, come giovani sono poco credibili”.
L’Italia è spaccata in due: Duran Duran o Spandau Ballet? I paninari si schierano, cantano “Wild Boys”, leggono “El Cucador”, e si vestono con El Charro, Naj Oleari, Schott e Moncler. I maschietti sognano la Zundapp, una moto arancione dalle prestazioni ridicole, le femminucce sognano Simon Le Bon, un cantante biondiccio dalle prestazioni ridicole.
Il Papa è in viaggio.
Continua a governare, anche per interposta persona, il decisionista pelato che, tra una tangente e un finanziamento illecito, trova anche il tempo di mandare a quel paese Reagan e gli Stati Uniti. Gheddafi spara un missile su Lampedusa, l’Italia risponde inviandogli De Michelis; Gheddafi si arrende.
Il Papa è in viaggio.
Il comunista con la macchia in testa si rivela meno comunista di Martinazzoli, il che, in un paese comunista, è un bel problema: l’Urss si dissolve e dalle nebbie della vodka nasce la Russia di Eltsin.
Bush padre (quello con la moglie brutta) punisce a modo suo Saddam Hussein, ma si dimentica di punire allo stesso modo anche il figlio (quello che beve con la voce da paperino): anni dopo gli iracheni avranno di che lamentarsi (cornuti e mazziati).
Il Papa è in viaggio.
Un manipolo di coraggiosi decide che forse sarebbe anche il caso di fare la guerra alla mafia, ma non tutti sembrano d’accordo: di sicuro non lo è la Mafia che s’incazza un attimino: prima sistema una bega di famiglia (Salvo Lima, Vol.I), poi ammazza i giudici che hanno osato fare il loro lavoro e infine riempie l’Italia di bombe.
Il Papa è in viaggio.
Quando qualcuno fa notare ad alcuni magistrati che, forse, duecentomilioni di lire per ogni asciugamano del Pio Albergo Trivulzio sono un pochino troppi, la solida democrazia italiana si sgretola in pochi mesi. Un’intera classe politica sfila davanti ai giudici milanesi mentre l’Italia, attonita, s’interroga sulla genesi di Paolo Brosio.
Nello sconcerto che segue,
Il Papa è in viaggio.
Dalle ceneri della prima Repubblica nasce gloriosa la seconda repubblica; la guidano, con fierezza, un nano con le orecchie enormi e un finto medico lumbard dalle strane abitudini igieniche (addirittura si vanta di preferire il tricolore al più classico dei bidet). Qualcuno comincia a sospettare di essere stato fregato.
Nel frattempo il nano arriva (con i tacchi) al governo, ma questa è un’altra storia…..
ovvero la storia degli early seventies, cioè di coloro che come me sono nati nella prima metà degli anni ’70, in tre pratiche dispense tutte da collezionare.
Con la prima uscita, in omaggio, una foto di Sandy Marton con lo sguardo intelligente (appena la trovo).
(1973-1985)
All’inizio non capivo nulla, poi hanno ucciso Aldo Moro, ma anche di quello ho solo dei vaghi ricordi. Del mondiale in argentina ricordo solo la vittoria con i padroni di casa, poi il buio (come Zoff, più o meno).
Mi ricordo invece di Portobello, del povero Enzo Tortora e del pappagallo (che non mi risulta abbia mai parlato).
Esce Star Wars e il cinema italiano prontamente reagisce con “l’insegnate ci sta con il colonnello”: George Lucas capisce che diventerà miliardario.
Un tizio che si chiama Plastic Bertrand s’aggira per l’Europa sostenendo di essere un cantante, alcuni gli credono, altri no, ma contro Alan Sorrenti e
Iniziano gli anni ‘80 e se il buongiorno si vede dal mattino… Di Ustica proprio non mi ricordo (mi avranno depistato?), mentre della strage di Bologna si (tornavo dalle vacanze al mare: che impressione gli appelli alla radio per i donatori di sangue).
Poi è arrivato il terremoto dell’Irpinia: dolore e sconforto in tutta Italia tranne che a Piazza del Gesù.
Vanno di moda i polacchi, papi o sindacalisti che siano. Al cinema esce Rambo,
Nel frattempo vado a scuola (elementare ante-moratti) e la sera guardo il Quartetto Cetra (si, esisteva ancora) che introduce i cartoni di Goldrake alla Rai. In più c’è l’almanacco del giorno dopo con la sua buffa sigla e, il sabato, scacciapensieri alla tv svizzera.
Un Turco spara al Papa polacco mentre sono impegnato a giocare con il lego. Più tardi lo stesso Turco dichiarerà di essere il nuovo Gesù cristo: il primo caso di Unto del Signore.
L’Italia annaspa tra Calvi, il Banco Ambrosiano, la p2, Licio Gelli, Sindona, lo Ior e Marcinkus: l'unica speranza sembra essere Jeeg robot d’acciaio.
Sono tempi un po’ così, poi però arriva Paolo Rossi (il calciatore, non il comico), fa cilecca contro Polonia, Perù, Camerun e Argentina, ma contro Brasile, Polonia e Germania ne fa 6 di fila, nemmeno fosse Rocco Siffredi; l’Italia vince il mundial e tutto il paese festeggia (tutti tranne Pertini che ha perso a scopone sull’aereo di ritorno ed è un po’ incazzato). Chi non ha vissuto quell’estate non si immagina neppure…
La mafia ammazza tutti: poliziotti, magistrati, giornalisti, politici, sindacalisti. Salvo Lima dice che la Mafia non esiste. La mafia se la lega la dito (si veda Vol.2).
Heather Parisi balla come un invasata, il festival di Sanremo non interessa a nessuno, Gazebo canta I like Chopin. Chopin si rivolta nella tomba.
Sono i tempi dell’impero del male e i comunisti sembrano davvero comunisti, però anche un po’ cagionevoli di salute. Muoiono in rapida successione Breznev, Cernenko e Andropov (che però fa in tempo ad abbattere un 747 coreano). Poi ne arriva uno con una macchia in testa e si capisce che i tempi stanno cambiando. Anche Rocky (4), a modo suo, se ne accorge (Rambo no, ma si sa che era un po’ meno intelligente).
In Italia governa uno che dice di essere socialista. E’ pelato e decisionista, e chissà perché a tutti ricorda qualcuno. Inizia l’epopea della “Milano da bere”, qualcuno si ubriacherà.
In televisione finalmente sbarcano culi e tette, e al “Drive in” arrivano i paninari, ma questa è un’altra storia…
(Atti dal convegno “Acquisti senza senso al termine dei saldi; pochi affari molte fregature”)
E dopo anni di studi e di analisi, effettuate anche attraverso prove empiriche (leggasi “dopo aver accompagnato un amica per saldi”), a tutt’oggi io, avanti una platea così qualificata, sono a chiedermi e a chiedervi:
-Ma cosa cavolo avrà nella testa la signora che ha comprato le scarpe del 38 pur avendo un 36 giustificandosi con un “tanto i piedi mi si gonfiano spesso”?
- E’ sufficiente uno sconto del 40% per motivare l’acquisto di un maglione a strisce orizzontali verde e rosso?
- Siamo certi di aver davvero bisogno di un paraorecchie peloso rosa?
- Possiamo fidarci del consiglio disinteressato di una commessa che cerca di rifilarci una maglietta nera con scritto “FRUTTA” a caratteri cubitali?
Ancora una volta la scienza è muta davanti al grande mistero dei saldi….
(Ansa) Ieri sera, avanti la corte d’appello di Saxa Rubra, presieduta da monsignor Bruno Vespa, si è tenuta la n e*senx+(3y/logx-1) udienza del processo “Franzoni vs Godzilla”.
Il sempre lucido avvocato Taormina ha depositato una memoria in cui accusa i suoi periti di aver falsificato le impronte digitali, il suo portinaio di avergli letto la posta, sua madre di averlo sculacciato e se stesso di essere stato Napoleone Bonaparte, in una vita precedente.
Venuto a sapere di ciò, dalla Turchia Alì Agca ha commentato :”e poi il matto ero io, vero?”
Nonostante la memoria, peraltro, l’udienza si è rivelata del tutto interlocutoria; da segnalare solo il sobrio vestito del sostituto procuratore ospite di Vespa: neanche una bagascia avrebbe osato tanto…
Diventare un mago del Sudoku.
Andare a vedere una partita dei mondiali con in testa un sombrero tricolore.
Guardare una fiction su un prete/santo/papa qualsiasi.
Leggere un libro di Bruno Vespa.
Concedere il beneficio del dubbio alla Franzoni.
(la felicità è sapersi dare degli obiettivi raggiungibili…. E voi, che obiettivi avete per il 2006?)
“Beato te che sei single”. Quante volte me lo sono sentito dire? Ecco, io ogni tanto lo strozzerei il fidanzatino modello che se ne esce con questa frase (magari al ritorno da una romantica settimana in qualche luogo esotico).
Perché essere single avrà anche qualche vantaggio (forse), ma di sicuro non è una condizione di privilegio.
I singles sono tutti uguali, tutti con le loro storie passate e con le loro ferite aperte, ma ognuno si sente diverso, speciale, un po’ più incompreso, un po’ più sfortunato, un po’ più incazzato o magari solo un po’ più furbo. E allora comincia a farsi i film (espressione giovanile in voga ai miei tempi, lasciate perdere). E, a seconda dei film che si spara (variante dell’espressione giovanile di cui sopra, continuate a lasciar perdere), può essere catalogato in una delle grandi specie di single che abitano la nostra galassia.
C’è il Megasingle, ben descritto da Sasaki. Fedele al suo motto “le donne sono tutte puttane” il Megasingle finge di vivere una vita da tombeur des femmes: finirà al più presto sposato con la vicina di casa brutta e antipatica che lo comanderà a bacchetta per il resto della sua vita.
C’è l’Ultrasingle, single da tempo immemore, forse da sempre (quantomeno da prima dell’ultimo scudetto nerazzurro). L’Ultrasingle non sembra preoccuparsi della sua condizione: per lui è normale, e poi è sempre molto occupato con il calcetto, il tennis, le cene con gli amici, il cinema, i we in montagna etc. etc. Però una volta, guardando Harry ti presento Sally, si dice abbia pianto da solo, in silenzio. Salvo imprevisti non si sposerà mai.
C’è il Single per Caso, la specie più pericolosa. E’ appena uscito da una lunga storia ma già sa che presto ritroverà l’ennesima metà della mela. In questa finestra di singlitudine il Single per Caso vuol provare tutto quello che non ha mai provato negli ultimi dieci anni e che non potrà mai provare nei prossimi dieci. Per lui essere single significa fare le quattro del mattino tutte le sere ubriacandosi come Sue Ellen, frequentare tutte le discoteche, tutte le balere, tutti i dancing, tutti i night, tutti i locali di strip tease, table-dance e lap-dance nel raggio di
E poi ci siamo noi, single e basta, quelli che per ora va bene così….
(..e tu, che single sei?)
Meno male che esistono ancora settimanali coraggiosi che fanno della cronaca intelligente ed aggressiva; meno male che si leggono ancora articoli interessanti e ben scritti; meno male che in edicola esce ancora Panorama con le sue copertine piene di tette e di culi (grazie a Panorama i pre- adolescenti in delirio onanistico non hanno mai sentito la mancanza dell’Intrepido e di Skorpio).
Ed il 2006 si apre con il botto per il settimanale diretto da Pietro Calabrese: niente culi e niente tette (non disperate, basta guardare Periscopio all’interno), ma un’utilissima inchiesta in cui si legge che, qualora vogliate trascorrere la vostra vita a fare un cazzo dalla mattina alla sera, vi basterebbero 2,6 milioni di euro (ed io che mi pensavo chissaché…)
Ecco, di fronte a cotanto giornalismo, mi sovvengono due pensieri:
Primo: caro Presidente, ha mai pensato a quanti anni potrebbe vivere in pace senza preoccupazioni? E a quanti suoi amici potrebbe regalare la gioia di una vita serena lontana da magistrati comunisti? Suvvia, sia generoso….
Secondo: caro Direttore, vista la qualità dei servizi che pubblica, ha mai pensato ad un bel disclaimer in prima pagina? Chennesò, una cosa tipo “è del tutto evidente che ‘sta schifezza non può essere considerata una testata giornalistica ai sensi etc. etc.”. Lo dico per lei, per risparmiarle un sacco di complicazioni. I blogghers s’ingegnano per dimostrare la propria estraneità al mondo dell’editoria, ed il suo giornale, che ne avrebbe tutti i requisiti, non lo fa? Suvvia si faccia furbo….
(…a proposito, buon anno!)