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Se qualcuno considera questa roba una testata giornalistica è meglio che si faccia visitare. Comunque Gianluca Neri è bruttissimo
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Post di pubblica utilità: di seguito riportiamo alcune dichiarazioni spontanee dei leader politici sul programma che intendono sottoporre al giudizio degli elettori.
La Lega: “Il programma? Cazzo te ne frega a te del nostro programma? Stai con i negri? Fuori i negri e gli albanesi dalla bergamasca. BURP! (sonoro rutto al sapore di cassola) guarda che spariamo eh? PROT! (scorreggia dall’odore dolciastro) Hai visto? Terun! E magari pure frocio.
Alleanza Nazionale: “ Onore alla stirpe che fu di Cesare! Il nostro programma, unico ed immortale, è scritto ad imperitura memoria col sangue dei nostri antenati nel sacro suolo italico. Credere obbedire combattere!”
(voce fuori campo) Capo, per l’amor del cielo, giù quel braccio , è impazzito??
Forza Italia: Il programma? Ah, certo, E quanto costerebbe? Ah, non si paga! Bene allora è gratis. Ah, dobbiamo presentarlo noi, ho capito. Guardi non abbiamo tempo, facciamo che al limite ci si fa un condono fra qualche anno".
(voce fuori campo)” Capo, ci sarebbe da depenalizzare l’usura. A chi facciamo mettere la faccia stavolta?
Udc: “L’8 per mille a Padre Fedele, il resto a Marcello Pera”.
(voce fuori campo) Capo, guardi che Marcello Pera è di Forza Italia.
Margherita: “il nostro essere progressisti è testimoniato nel concreto. Per questo siamo contro l’aborto, contro la ricerca, contro i diritti per le coppie di fatto, contro i diritti per gli omosessuali, contro…”.
(voce fuori campo) zitto imbecille, così ci scoprono!
Ds: “il nostro candidato? Appoggiamo con tutte le nostre forze Massimo Prodi, ehm, no, volevamo dire il Professor D’Alem.. , si insomma, quello che non ha perso le primarie. A proposito, ha mica bisogno di un leasing, lei?"
(Voce fuori campo), Capo, guarda che quello li è un po’ tonto, ma prima o poi se ne accorge.
Rifondazione comunista: "Nel solco della tradizione tracciato dai movimenti operai degli ultimi secoli, da Rosa Luxembourg a Platinette, noi si fa un po’ quel cazzo che ci pare. Tanto senza di noi non si vince. Anzi, sa cosa le dico? Stavamo pensando di candidare Ocalan, il mago Zurlì e il commissario Rex".
(Voce fuori campo), Capo, e se facessimo cantare Bandiera Rossa a Capezzone?
A voi la scelta...
Il dibattito politico nel nostro paese sembra si sia avvitato intorno ad una delicata questione:
“Sai qual è la differenza tra Calderoli e Ferrando?”.
Che a me ricorda un po’ quando ti chiedono “la sai la differenza tra un pisello e un pipistrello?”
Ecco, il livello è quello (con il dovuto rispetto per i volatili).
Ciò nonostante da entrambi gli schieramenti si sprecano paragoni, ragionamenti ed elucubrazioni sul significato delle esternazioni dei due valenti (?) politici.
Bene, io credo che i Blog debbano essere di aiuto alla politica. Io credo che l’universo di chi scrive per passione debba saper fornire le proprie risposte, per quanto difficili o scomode.
E allora io mi sbilancio; ecco una risposta sottile, argomentata, magari criptica ad una prima lettura, ma sicuramente esauriente ed equidistante:
“Nessuna, sono entrambi due teste di cazzo”.
Forse chi si occupa di politica resterà un attimo spiazzato ma vi basti pensare che uno si dice trozkista, l’altro crede di essere un baluardo della cristianità così come lo fu Vlad l’impalatore.
Per tanto così allora io sono e luddista e mazziniano…
(…nessuna, tutti e due si rannicchiano col freddo, riposano di giorno, dormono appesi a testa in giù e amano le caverne umide…)
Passion lives here?
I poveri Plankensteiner e Haselrieder, campioni olimpici di slittino, sono stati accusati di scarso patriottismo perché hanno candidamente ammesso di non conoscere a memoria l’inno di Mameli e perché il loro italiano è risultato stentato quanto quello di Antonio Di Pietro.
Qualche furbone s’è pure detto indignato che simili atleti rappresentino l’Italia (uno tra gli altri, il sempre lucido ex-presidente Cossiga).
Nel pieno spirito olimpico che mi pervade in questi giorni, mi piace ricordare a costoro che il governo della Repubblica Italiana schiera nel ruolo di Ministro per le Riforme Costituzionali, tal Calderoli Roberto e che, prima di lui, era ministro tal Bossi Umberto, riguardo ai quali ritengo doveroso sottolineare che:
- non mi risulta che i due loschi figuri abbiano mai dato lustro al nostro paese con una vittoria olimpica (tutt’al più possono aver vinto una gara di scorreggie in una trattoria di Pontida);
- se solo provassero a salire su una slitta si fratturerebbero una dozzina di ossa almeno (“magara!”, come direbbe il buon Caletto Mazzone);
- parlano italiano esattamente come i due campioni olimpici, senza peraltro conoscere il tedesco o qualsivoglia altro idioma.
- amano così profondamente il paese da loro rappresentato che usano (per loro stesso vanto) pulirsi il culo con il tricolore.
Con ciò avendo dimostrato che non sono certo i ragazzi dell’Alto Adige le minoranze di cui indignarsi quando rappresentano il nostro paese, mi vien da dire:
- (agli slittinisti) GRAZIE RAGAZZI; non m’importa che parliate tedesco, ladino, ungherese o ottomano. Non m’importa che per voi patria significhi Tirolo piuttosto che Italia, non m’importa che il testo dell’Inno di Mameli vi risulti incomprensibile come un libro in sanscrito, non m’importa che abbiate sempre fatto il tifo per Radetzky, mi basta che vicino al vostro nome ci sia scritto ITA per fare il tifo per voi ed esultare alle vostre vittorie.
- (a chi s’indigna, in primis il picconatore folle) fatevi i cazzi vostri che non son cose che vi riguardano: forse Plankensteiner non sarà figlio del risorgimento, di Mazzini, Cavour, Cesare Battisti o dei fratelli Bandiera, ma guida quella slitta come un dio e alle Olimpiadi tanto basta.
- (ai ministri sopraccitati) fatevi una bella squadra olimpica Padana, mettete Maroni sopra una slitta, buttate giù Speroni da un trampolino e sventolate il vostro sole delle Alpi: magari le Isole Vergini potreste anche batterle.
(…giù le mani dallo sport, continuate a giocare alle elezioni.. )
Le città d’arte, i musei, i parchi, le località di villeggiatura hanno registrato il tutto esaurito.
I più sono partiti sabato sera, all’improvviso, anche senza una meta.
Un esodo di massa, il più grande e festoso che si ricordi.
Milioni di italiani hanno lasciato per un paio di giorni le proprie abitazioni, le proprie città, i propri collegi elettorali per godersi un weekend di relax. Code interminabili sulle autostrade, ma sembra che nessuno abbia perso la pazienza: si raccontano di partite di pallone e grigliate improvvisate nelle aree di sosta.
Pochi accettano di parlare ai nostri microfoni.
“scusi, ma lo sa che non ha votato nessuno?”
“ah si? Echissenefrega! Vuol mettere una bella passeggiata al parco? E poi era un po’ che non andavo a trovare i miei parenti in Puglia. Non mi dirà che avrei dovuto dedicare il mio poco tempo libero a quei due? Ma li ha visti? Si, magari all’inizio era pure divertente, poi però… “
Al Viminale per ora tacciono. Prima del blackout informativo imposto dall’alto, i dati aggiornati a ieri sera parlavano di un’affluenza alle urne pari al 5% degli aventi diritto. I pochi votanti, intervistati all’uscita dai sondaggisti degli exit poll, sembra abbiano votato compatti scheda bianca.
Il Presidente della Repubblica si rivolgerà alla nazione stasera alle otto, a reti unificate. E’ infuriato. E’ infuriato con i candidati premier. Nonostante
L'Italia non ha un parlamento, l’Albania si è offerta di invaderci.
Una pernacchia per Gigi Moncalvo
(aderite numerosi)
Per favorire l'incontro tra le diverse civilità è necessario un gesto riparatore.
E allora... occhio per occhio, dente per dente!
(ehi musulmani, facciamo pace?)
E’ passato il decreto legge sulle olimpiadi invernali: se mi beccano con una canna mi faccio sei anni di galera.
Se questi sono gli effetti, io vorrei umilmente chiedere se fosse possibile, per cortesia, evitare in futuro qualsiasi manifestazione sportiva nel nostro paese. Ad esempio sento parlare degli europei 2012; ecco, non vorrei che con la scusa di rifare gli stadi mi toccassero dieci scudisciate per essere passato con il giallo. Grazie.
(e se proprio devono, almeno che mi spieghino le regole del curling….)
(1995-2005)
Mentre il papa è in viaggio, il nano con le orecchie giganti scende (o, per meglio dire, sale) in campo: anticipando un’idea che verrà ripresa anni dopo da due comunisti di nome Gino e Michele (Zelig Circus), mette insieme una squadra di governo da ammazzarsi dalle risate.
Dopo un anno, però, il Padano che perde la bava, forse deluso dalla mancata nomina di Pontida a capitale del Regno, dall’oggi al domani s’inventa il “Ribaltùn”. Cade il governo del Nano, il quale, ovviamente, la prende con estrema sportività: “mai più con Bossi” tuona insoddisfatto; “mai più con i fascisti” tuona Bossi insoddisfatto; “mai più con mio marito” tuona Veronica Lario insoddisfatta.
Il Papa è in viaggio.
A Fiuggi l’acqua fa miracoli: nel breve volgere di qualche giorno scompaiono gli ex-post fascisti e nascono i post-ex fascisti. “Da oggi niente più saluto romano” ordina Fini. Qualcuno si dimentica di avvisare Di Canio.
E così, zitto zitto, un ciccione di Bologna con la passione per la bicicletta e le aziende di stato vince le elezioni alla guida di un’armata Brancaleone esteticamente impresentabile.
E’ la stagione dell’Ulivo, di Fabio Mussi che balla al Gilda (adesso non lo fanno più nemmeno entrare) e della riscoperta dei film di Nanni Moretti.
Si va in guerra contro la Serbia a fianco di un Presidente americano che suona il sax e che si fa suonare il piffero. Le foto del vestito di una stagista che assomiglia ad Antonella Clerici oscurano le prime notizie su di un palazzinaro saudita con l’hobby del terrorismo; questo gentiluomo, indispettito, fa saltare in aria un paio di ambasciate americane.
Il Papa è in viaggio.
In Borsa tutti fanno i soldi (io no).
Due comunisti, uno con i baffetti, l’altro con i maglioni di cashmere, decidono che di Nanni Moretti e dei suoi film ne hanno piene le scatole: finisce la stagione dell’Ulivo.
Sulla falsariga della Lewinski, anche in Italia i politici provano ad inciuciarsi a vicenda, ma l’idillio dura poco.
Negli Stati Uniti viene eletto Presidente il figlio di Bush senior e della babbiona (di cui abbiamo una diapositiva): un bigotto alcolizzato con la voce da papero e le figlie un po’ mignotte. Gli Iracheni, che ci vedono lungo, cominciano a toccarsi le palle (non servirà a nulla).
Il Papa è in viaggio.
Il nano, in vista delle elezioni, convoca le menti migliori del paese, poi, non sapendo cosa farsene, incarica il fido Dell’Utri di raccogliere i soliti quattro avanzi di galera; il Piacione, un ex radicale goloso di cicoria con la moglie prezzemolina, viene spazzato via senza problemi. Inizia il secondo governo del nano.
In Borsa tutti perdono soldi (anch’io).
Che si un anno di merda diviene una certezza l’undici di settembre; venti dipendenti del palazzinaro saudita schiantano quattro aerei negli Stati Uniti provocando quasi tremila morti. Gli Usa reagiscono.
Dopo un anno e mezzo di tentativi infruttuosi, però, Bush-Paperino capisce che un saudita dializzato e un mullah cieco e zoppo sono obiettivi troppo ambiziosi per la sua macchina bellica, ci vorrebbe qualcosa di più facile: a marzo gli Usa attaccano l’Iraq. Cercano armi di distruzione di massa (le troveranno sui propri elicotteri), concorreranno alla creazione del più grande parco a tema del mondo: “il paradiso dei terroristi”.
Sfortunatamente anche Saddam Hussein riesce per il momento a sfuggire all’infallibile esercito statunitense.
Qualche mese dopo, grazie all’instancabile lavoro d’intelligence della Cia, finalmente i soldati riescono a sorprenderlo nel rifugio insospettabile dove era riparato: suonano al campanello di casa sua e lo trovano sul divano mentre guarda “la prova del cuoco”.
Bush dichiara di aver vinto la guerra, Osama attacca la Kamchacha e la Jacuzia.
Il Nano dchiara che lui non gioca, ma la guerra l’ha vinta lo stesso, Osama attacca il Siam e l’Indonesia.
Bush e il Nano capiscono che a Risiko proprio non sanno giocare.
In Italia finalmente trionfa l’amicizia: un giorno i democristiani regalano al Nano la Cirami e vengono a loro volta omaggiati con la fecondazione assistita; il giorno dopo il Nano regala al Padano che perde la bava la Costituzione mentre i post ex fascisti vengono ricompensati con un paio di leggi moderne e progressite sulle droghe e sulle armi. Un atmosfera da libro Cuore.
E così siamo ai giorni nostri, il governo nano II arriva in fondo alla legislatura, anzi oltre, ma questa è un’altra storia…