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Se qualcuno considera questa roba una testata giornalistica è meglio che si faccia visitare. Comunque Gianluca Neri è bruttissimo
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Il treno dei pendolari puzza di muffa e stantio. Poi salgono gli studenti e allora puzza di piedi e sudore.
Sul treno dei pendolari fa sempre un bel fresco. D’inverno.
D’estate invece fa un caldo orrendo e non bisogna aspettare gli studenti per sentire odore di sudore.
Sul treno dei pendolari la gente legge molto. Anche perché si conoscono tutti e non hanno più un cazzo da dirsi.
Da quanto è arrivato l’Ipod, sul treno dei pendolari la gente legge meno. Però è diventata un po’ sorda.
Sul treno dei pendolari dovrebbero vietare di scoreggiare…
A Giuseppe Caldarola, deputato Ds ( Lippi deve andarsene, in Germania vedrei bene Trapattoni): visti i risultati di Corea 2002 e Portogallo 2004, non mi sembra una grande idea.
A Giovanni Lolli, nuovo sottosegretario allo sport (Questa storia delle intercettazioni che coinvolgono Lippi è stomachevole): di stomachevole io vedo solo la vostra penosa corsa alle poltrone.
Ad Antonio Gentile, senatore di Forza Italia (Lippi purtroppo non può più rimanere alla guida della Nazionale, la sua immagine è compromessa. La Figc chiami Spalletti per i Mondiali): se fossi in Forza Italia starei bene attento a parlare di immagine compromessa, e poi Spalletti, ottimo allenatore, non credo gradisca essere tirato per la giacca dal primo pirla eletto in parlamento.
Ad Aldo Agroppi, allenatore fallito (Anch'io penso che Lippi dovrebbe rinunciare ai Mondiali. Non perché sia colpevole, non lo sarà fino a prova contraria. Ma è un problema di opportunità: di mezzo ci sono gli interrogatori della magistratura che hanno coinvolto anche lui, la posizione poco chiara della Gea in cui lavora suo figlio): guarda che non basterebbe la rinuncia di Lippi per trovare una panchina; fossi in te farei piuttosto il tifo per un’epidemia di aviaria.
A Gabriele Polo, direttore del Manifesto (Lippi, Buffon e Cannavaro devono essere sostituiti e tornarsene a casa. E' il minimo che si possa fare per ridare credibilità alla rappresentanza calcistica. Se questo non verrà fatto non potremo tifare per la nazionale italiana): e chissenefrega. Nonostante l’assenza di Cuba potete sempre tifare per l’Angola, che, tra l’altro, qualora Buffon e Cannavaro tornassero a casa, avrebbe le stesse nostre possibilità di vincere i mondiali.
Ad Enrico Ruggeri, cantante (Lippi deve dimettersi e lasciare il posto a Gigi Simoni per risarcirlo di quello che sappiamo): e perché non convochiamo anche Pagliuca, Moriero, Galante e Colonnese? A pensarci per tempo potevamo anche naturalizzare Taribo West.
A vostro uso e consumo vi allego anche le bandiere del Togo e del Ghana. Compratele, fate un gran tifo e divertitevi.
Se i vostri nuovi idoli dovessero pareggiare una partita, tutti giù in strada a suonare il clacson. Se ne vincessero una o se passassero il primo turno, sbronzatevi per tre giorni di fila. Se dovessero vincere il mondiale, venite a spernacchiarmi sotto casa,
MA
se, per caso, (non capita, facciamo gli scongiuri) dovesse accadere che
beh, allora….. (magari statevene un po’ a casa)
(la credibilità si guadagna sul campo e
Tra le trascrizioni delle telefonate di Moggi intercettate ce ne sono tre per le quali i magistrati, nonostante gli sforzi, non sono riusciti ad individuare l’interlocutore.
(Marzo 2003: utenza telefonica non registrata ubicata a Washington Dc, 1600 Pennsylvania avenue; interlocutore dalla ridicola voce nasale da papero)
(Moggi) Ciao, sono io.
(Sconosciuto) Ciao, che c’è?
(Moggi) Tutto a posto? Si va?
(Sconosciuto) Ma io veramente… ecco io quasi pensavo che potremmo aspettare la Corea del Nord.
(Moggi) Allora non capisci proprio un cazzo! Vuoi che lo dica a tuo padre?
(Sconosciuto) No, dai, non ti arrabbiare. Se ti piace l’Irak andiamo in Irak.
(Moggi) Ecco bravo. Poi, se fai il bravo ti faccio fare l’Iran, ma dopo.
(Sconosciuto) Si, ma gli altri? Cosa dicono?
(Moggi) Oh ma che palle che sei. Se rompono gli vado addosso con Biscardi, come al solito, lo sai.
(Sconosciuto) Ok, allora lo faccio. Però poi…
(Moggi) Si, si, non ti preoccupare… sai che mi ricordo degli amici.
(Sconosciuto) La D’amico?
(Moggi) Eh, dai, poi vediamo. Quella neanche con i jet privati…
(Aprile 2005, utenza telefonica non registrata ubicata dalle parti di Piazza San Pietro a Roma; forti rumori di fondo che indicano la presenza di numerose persone)
(Moggi) Pronto?
(Sconosciuto) Si pronto?
(Moggi) Sono io, allora avete deciso?
(Sconosciuto) Veramente no, stavamo parlando di calcio.
(Moggi) Ma cazzo, vi avevo detto che mi serviva per oggi.
(Sconosciuto) Eddai, ci vediamo ogni morte di Papa, lasciaci almeno scambiare quattro chiacchiere.
(Moggi) Che palle che siete. Voglio quel fumo stasera!
(Sconosciuto) Si ok dai, ancora tre giri a poker e poi ci mettiamo d’accordo.
(Moggi) E sai che ce l’ho bisogno tedesco, che l’anno prossimo ci sono i mondiali.
(Sconosciuto) Si, ok. Però tu ricordati che la Spagna non ci è molto simpatica. Sai, Zapatero…
(Moggi) D’accordo.
(Sconosciuto) A proposito, mandami una foto di Cannavaro a petto nudo autografata.
(Moggi) Che rompicoglioni.
(Sconosciuto) Amen figliolo.
(Maggio 2006, utenza telefonica non registrata ubicata dalle parti di Montecitorio, Roma; forte accento bolognese dell’interlocutore)
(Moggi) Ciao
(Sconosciuto) Uè, ciao Luciano.
(Moggi) Allora a che punto stiamo?
(Sconosciuto) Mah, sai com’è. Qui se non lo diamo ai mangiabambini succede un casino.
(Moggi) E dategli un contentino, basta che poi non rompano.
(Sconosciuto) Loro vorrebbero Baffettino.
(Moggi) Non se ne parla neanche, è pure della Roma. Non ne avete uno innocuo?
(Sconosciuto) Forse si, ce ne sarebbe uno un po’ anziano.
(Moggi) Ma che tipo è?
(Sconosciuto) Mah! Da giovane faceva il rivoluzionario e adesso pensa di essere un lord inglese. Per me è rincoglionito.
(Moggi) Meglio! Vada per quello, allora…
(Sconosciuto) Ok, va bene, poi ti faccio sapere. Però il Bologna, cazzo!
(Moggi): si, ok. Non ricominciare. Dai che te lo ritiro su.
(Sconosciuto) Si, che ci tengo, lo sai…
(...mah!)
Quindi, a tirar le somme, mi state dicendo che:
-il più importante petroliere italiano, la cui azienda, forte di risultati strabilianti, si sta quotando in questi giorni in borsa;
-il primo ministro in carica, la cui azienda rappresenta il maggior gruppo televisivo-editoriale del paese;
-uno dei più grandi imprenditori del Made in Italy, la cui azienda ha saputo fronteggiare e sconfiggere la concorrenza cinese;
si sono fatti
prendere per il culo
truffare
intimidire
da un'organizzazione malavitosa composta da:
-un ex Ferroviere;
-un dirigente della Federcalcio che assomiglia a TelespallaBob;
-due ex arbitri;
-un presentatore televisivo dai congiuntivi improbabili.
Ok. Da domani metto l’impianto a gas sulla macchina, voto Südtiroler Volkspartei e con le mie finte Tod’s made in china me vado a vedere Juventus -Albino Leffe…
(...tiè)
Giorgio Napolitano è stato eletto Presidente della Repubblica. Nonostante l’indubbio prestigio del personaggio desta alcuni timori la sua giovane età. Si sussurra che riesca ancora a pisciare da solo. “E’ un’invenzione dei media” ha prontamente ribattuto la bella first lady, “Giorgio porta il pannolone da più di cinque anni”.
Soddisfatto Prodi: con la nomina a Presidente del senatore a vita Ds, al Centrosinistra non resta che sostituire Cino Tortorella con Rosy Bindi e il pupazzo dei sofficini con Capezzone per accontentare tutti i partiti della coalizione.
Massimo D’Alema ha preso abbastanza sportivamente la sua mancata elezione. Dopo aver decapitato Fabio Mussi, ha preteso che la Finocchiaro ballasse per lui completamente nuda sui carboni ardenti. Qualora gli venisse negata anche la poltrona di Vicepremier, il buon Massimo pretenderà lo Ius primae Noctis sulle neoelette.
Nella Cdl è la Lega il partito più intransigente: Maroni non riconosce il risultato delle elezioni, Calderoli non riconosce il neopresidente, Bossi non riconosce i familiari.
(quand'è che iniziano i mondiali??)
Innanzitutto io odio il latino americano. Così, tanto per essere onesti.
Ad essere precisi io non odio affatto la musica latinoamericana, e tantomeno odio quelle meravigliose popolazioni che hanno il ritmo nel sangue. Io odio quello psicodramma collettivo che va in scena nelle balere di casa nostra e le decine di personaggi che lo animano.
Il ragioniere di Buccinasco: curiosamente simile ad un tricheco, al terzo drink improvvisa una lambada cercando di mettere una mano sul culo all’istruttrice cubana. Non rimorchia mai, ma, ogni tanto, uscito dalla balera, va a zoccole.
Le due amiche single: si sono allenate tutto l’inverno in una palestra di periferia che puzza di sudore e linoleum e adesso possono sfoggiare i quattro passi – quattro - che hanno faticosamente imparato; sensuali come due estintori, ancheggiano contente con lo sguardo fisso sul macho con la canotta sudata. A volte rimorchiano, ma sempre l’uomo sbagliato che le tratterà come pezze da piedi.
Lo spiritosone: completamente scoordinato e privo di un qualsiasi senso del ritmo, si agita come fosse stato morso da una tarantola per far ridere gli amici che se ne stanno appoggiati al bancone del bar. Non rimorchia mai perché gli puzza troppo l'alito.
Il timidone occhialuto: muove i piedi in modo talmente impercettibile che servirebbe il pendolo di Focault per accertarne l’effettivo spostamento. A volte intenerisce qualche infermiera caritatevole che lo mollerà dopo il matrimonio per una notte con il macho con la canotta sudata.
Il macho con la canotta sudata: fa l’impiegato, ha l’hobby della palestra ed è segretamente innamorato del timidone con gli occhiali. Si dovrà accontentare di scopargli la moglie tra qualche anno.
Tutti gli altri: quelli della "lezione di ballo". Passano ore e ore in fila, un passo avanti e uno indietro, sempre uguali come degli automi, un passo avanti e uno indietro; unico colpo di vita una mezza giravolta ogni mezz’ora. Arrivano a casa e sono ancora lì che ballano, un passo avanti e uno indietro: quando il vicino li incontra fa finta di non conoscerli.
(…a proposito, avete mai visto un cubano ballare la tarantella?)
La corsa al Quirinale entra nel vivo. Si aspetta che la maggioranza proponga la sua rosa di candidati. Si fanno i primi nomi: D’Alema (è antipatico pure a se stesso), Amato (sembra un topo), Napoletano (chi?), Franca Rame (e Franca Valeri, allora?), ma nessuno sembra convincere.
Divergenze sui nomi ma grande accordo sulle qualità necessarie per candidarsi alla carica di Presidente della Repubblica: egli dovrà rappresentare l’Italia, essere garante dell’unità nazionale, ed avere un trascorso che dimostri il grande rispetto per le tradizioni Repubblicane del nostro paese al di là di ogni ragionevole dubbio.
Tutto qui? Allora è molto facile.
Chi se non Dino Zoff? Persona di poche parole ma di sani principi che ha speso la sua vita a difendere la nazione rendendo orgogliose di essere Italiane intere generazioni.
Aderisci anche tu alla campagna “Dino Zoff for President” (ah, se fossi capace di fare un bannerino...)
(e non dimenticavi che quest’anno ci sono i Mondiali. Qualora -toccatevi- dovessimo giocare la finale, vorreste davvero D’Alema in tribuna? Per me porterebbe pure sfiga)