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venerdì, 21 marzo 2008
Un giorno, al bar

Immaginatevi un bar qualunque, sempre lo stesso.

Immaginatemi entrare in questo bar sempre alla stessa ora, ogni mattina, ordinare il caffè, pagare e uscire. Così negli ultimi 5 anni.

Ora immaginate tre signore, bionde, appariscenti, accanite fumatrici, sedute ogni mattina alla stessa ora all’esterno di questo bar sui tavolini, intente a fumare la prima (ma anche la seconda, la terza, la quarta e la quinta) paglia della giornata, sorseggiando il loro caffè. Così  negli ultimi 5 anni.

Bene, adesso immaginate che io non le abbia mai salutate. Mai, nemmeno una volta in cinque anni.

Infine immaginate che, un bel giorno, dopo cinque anni, ad una delle signore scappi un “certo che questo non saluta proprio mai” così ad alta voce da obbligarvi a valutare le possibili reazioni:

 

Signora: "certo che questo non saluta proprio mai"
Orsodingo, girandosi di scatto: "E tu, eh? Tu mi hai mai salutato? Eh, Troia fumante?" 

Signora: “certo che questo non saluta proprio mai”
Orsodingo si ferma, si gira, le si fa incontro: “buongiorno signora, vorrei parlarle della bibbia e della figura di gesù oggi. Posso lasciarle un opuscolo? Perché non passa al tempio uno di questi giorni, potrebbe confrontarsi con tante persone come lei. Anzi, facciamo così, la passo io a trovare così parliamo con calma”.

Signora: “certo che questo non saluta proprio mai”
Orsodingo si gira con un grande sorriso sulla faccia, le corre incontro, l’abbraccia, la bacia sulla bocca :”amore mio, finalmente ti sei accorta di me”.

Signora: "certo che questo non saluta proprio mai"
Orsodingo si gira e si butta in ginocchio: “salve mia regina, sono il suo umile schiavo. Non sono degno di rivolgerle la parola, ma se vuole le lavo i piedi”.

Signora: "certo che questo non saluta proprio mai"
Orsodingo, girandosi lentamente, alza un cartello con sopra scritto “sono muto, per favore un aiuto per mangiare”.

Postato da: orsodingo a 09:06 | link | commenti (15) |
me

mercoledì, 19 marzo 2008
La finanza (no, non quella del 117)

Oggi parliamo della finanza. Anzi, per essere precisi, oggi sveliamo i raffinati meccanismi che regolano quel agglomerato di truffatori che noto con lo pseudonimo di “mercati finanziari”.

Per prima cosa, affinché il mercato finanziario funzioni, è necessario che voi, povere vittime ignare, vi facciate un culo a capanna per diversi anni così che, ad un certo punto, dal vostro misero stipendio avanzi una risibile somma di eurini da affidare ad un “intermediario finanziario” affinché lo stesso possa investirli.

L’investimento, in parole povere, funziona così. Voi consegnate la somma di denaro faticosamente guadagnata ad un losco personaggio il quale vi promette di restituirtene un pochino di più trascorso un certo periodo di tempo.

Alla scadenza concordata il losco figuro parte per le vacanze, stacca il cellulare, cambia residenza ed entra nel programma protezione testimoni. Qualora riusciate a rintracciarlo il losco figuro  sarà lieto di intrattenervi con una lezione su temi quali “la congiuntura internazionale”, “i mutui subprime”, “il cambio euro/dollaro” e simili. Tutti argomenti interessantissimi, per carità, ma stasera c’è il derby e non avete tempo di chiacchierare, vorreste semplicemente riavere i vostri soldi.

Ecco, il punto è proprio questo: i vostri soldi non ci sono più. O meglio, magari un pochino ci sono, ma non tutti, e comunque meno di quanto a suo tempo consegnato al losco figuro, il quale comunque vi rassicurerà e vi chiederà di pazientare perché il “mercato si riprenderà”.

Balle!

I vostri soldi sono svaniti, non ci sono più. Sono stati utilizzati per coprire le perdite provocate da un banchiere americano puttaniere ed alcolizzato che, per fare carriera e mantenere l’amante venticinquenne, ha pensato bene di prestare un milione di dollari ad una centoseienne nullatenente eroinomane. Come poteva immaginare che non sarebbe stata in grado di restituire il prestito?.

Già, come poteva immaginare? Non poteva. Così come non potrà mai immaginare che alla guida di quel auto che sopraggiungerà nell’esatto momento in cui attraverserà la strada sulle strisce pedonali ci sarete proprio voi. Peccato.

Postato da: orsodingo a 13:50 | link | commenti (2) |
finanza

venerdì, 07 marzo 2008
La vera storia del mondo Vol.III

(Anche se nessuno ne sentiva il bisogno, ecco la terza puntata della storia del mondo secondo Dan Brown e simili)

 

Riassunto della prima e della seconda puntata: Gli uomini discendono dagli extraterrestri ma nessuno lo sa. Quando un palestinese prova raccontarlo agli ebrei è costretto a scappare con la moglie. Per esigenze di copione preferirà far credere di essere stato crocifisso. Ai suoi seguaci, in ricordo, lascia solo una coppetta in similoro. Gli altri, invidiosi, fondano la Chiesa.

 

Sconfitto l’ordine cavalleresco che la difendeva, la setta protettrice della coppetta in similoro si ritirò nell’ombra in attesa di tempi migliori.

La Chiesa, non avendo più preoccupazioni, amministrava il proprio potere con saggezza e moderazione, bruciando vivo chi osava contraddirla.

In quegli anni, dal porto di Palos salpò per le Indie un genovese privo di navigatore satellitare. Prendendo a destra invece che a sinistra alla prima rotonda scoprì un nuovo continente. Informata della scoperta la chiesa inviò alcuni missionari a convertire con pacatezza le popolazioni indigene. Le popolazioni indigene rischiarono l’estinzione.

Nel frattempo al vertice della setta protettrice della coppetta in similoro salì un inventore-pittore toscano, matto come un cavallo. Il toscano decise che il mondo era pronto per conoscere la verità sul palestinese e sulla sua presunta crocifissione ma, per non incorrere nelle ire della Chiesa, preferì affidare alla sua arte pittorica il tremendo messaggio. Purtroppo non sapeva disegnare. Dopo aver già disegnato una donna che non si capisce nemmeno se sorride o meno, questa volta disegnò così bene Maria Maddalena che tutto il mondo la scambiò per l’apostolo Giovanni. La chiesa scampò il pericolo senza mandare al rogo nessuno.

In quegli anni la chiesa amava vendere la propria indulgenza senza emettere scontrino fiscale. La pratica inorridì a tal punto un monaco tedesco da spingerlo a scrivere 95 pallosissime proposte per riformare il cattolicesimo. La chiesa, avendo altro cui pensare, preferì scomunicare il monaco piuttosto che leggersi una simile menata.

Altri pericoli incombevano sulla chiesa: a qualcuno, infatti, cominciò a venire il sospetto che la terra fosse rotonda e che girasse in tondo attorno al sole (per averne la prova scientifica bisognerà aspettare che un pisano faccia cadere palle dalla Torre di Pisa e, alcuni anni dopo, un inglese venga centrato da una mela in testa) Nel dubbio, peraltro, la chiesa reagì pacatamente scomunicando mezza europa.

 

Continua?

Postato da: orsodingo a 16:57 | link | commenti (3) |
gesù